E’ LA DURA LEGGE DEL GOAL…fai un gran bel gioco però…

Giugno 6th, 2008

Nonostante la crisi di vocazione che questa II edizione del cinebucum ha rivelato, la storia ci offre un’occasione imperdibile per bere e mangiare insieme, e smerdare casa del perfido buby (che poi è l’unico motivo).

Lunedì 9 giugno  - ITALIA vs OLANDA

ovviamente cucina Taru il buon vecchi kilo di pasta (cada uno), io posso dare una mano, Frida lava i piatti e gli altri possono non fare un cazzo come al solito.

Formazione vincente non si cambia

Rigore è quando l’arbitro fischia

etcetcetc

Sono ammessi passamontagna, fumogeni, striscioni, droghe leggere e pesanti, donne incinta, bambini ed anziani..

Prima di tutto “guarda”. Le domande falle dopo

Maggio 19th, 2008

In barba alla democrazia stavolta c’è UNA SOLA proposta, David Mamet.
Evitando tutti i grandi film che conosciamo da “Il postino suona sempre due volte”, “Gli intoccabili”, “Il verdetto”, “Sesso e potere” e via così… ecco a voi:

Hollywood, Vermont
Regia e sceneggiatura: David Mamet
Sito ufficiale: www.stateandmain.com
Cast: William H. Macy, Alec Baldwin, Sarah Jessica Parker, Philip Seymour Hoffman, Jim Frangione, Rebecca Pidgeon, Julia Stiles.

Piccola città, bastardo posto, anche nel lindo, appartato, pacioso Vermont da cartolina che fa da sfondo a Hollywood, Vermont.
Vita senza stress, la massima preoccupazione è preparare bene lo spettacolo della locale filodrammatica, pettegolezzi a gogò e la noia che sale come l’acqua alta a Venezia. Che ci vuoi fare, è l’America profonda, e tocca sorbirsela fino in fondo. Anzi no, c’è una sorpresa: arriva all’improvviso una troupe hollywoodiana, con superstar e soldi a palate (ma solo sulla carta), alla ricerca di un vecchio mulino per girare un film che si prevede di grande successo.
Le cose cambiano, anche nella più soporifera cittadina del più defilato Stato americano.

requiem for a dream

Maggio 14th, 2008

Angoscia, solitudine e alienazione.

Questo il regalo di Black Mamba, con Requiem for a dream, per l’inaugurazione di Cinebucum.
Diciamo una via di mezzo tra Noi, ragazzi dello zoo di Berlino e Paura e delirio a Las vegas: con una tecnica completamente diversa questo film ci infonde tuttavia sensazioni analoghe.
Il film è diviso in tre stagioni, corrispondenti rispettivamente all’ascesa, al declino e alla caduta dei protagonisti.

Nell’estate Sara è una casalinga vedova televisione dipendente; suo figlio, Harry è un tossicodipendente, ma ancora non “alla frutta” che, insieme al suo amico Tyrone e alla sua ragazza Marion cerca in continuazione escamotage per procurarsi la roba non disdegnando l’attività di spaccio. Tutti i personaggi stanno bene e si divertono: Sara inizia una cura a base di anfetamine che la fa dimagrire in sintonia con il suo sogno di partecipare ad un programma televisivo, i tre ragazzi si “fanno”, giocano e sognano di fare il “colpaccio” per coronare i propri sogni.

In Autunno inizia la caduta.
Tutti i soldi messi da parte con l’attività di spaccio vanno in fumo (è il caso di dirlo) per la roba e per far fronte ad una cauzione per tirar fuori di galera Tyrone. Sara, intanto, è sempre più ricorrentemente assalita da incubi che rappresentano le sue recondite ossessioni: il frigo sembra muoversi, la televisione è sempre più reale e per star meglio incrementa il numero di anfetamine. I rapporti iniziano a logorarsi ed i ragazzi iniziano a sbandare (Harry continua a bucarsi su un braccio viola per le infezioni e Marion cade nella prostituzione per procurarsi la droga.

Nell’Inverno si realizza la vera e propria inesorabile caduta: Sara, in evidente stato confusionale, esce di casa per recarsi agli studi televisivi, e finisce in un ospedale psichiatrico e sottoposta ad elettroshock. Marion non si limita a prostituirsi, ma diventa un fenomeno da baraccone per pervertiti. Tyrone in galera ai lavori forzati e ad Harry viene amputato un braccio.

Ci sono tutti i temi tipici della tossicodipendenza, dalla perdita della dignità e della forza di volontà, all’inesorabilità del declino, dalla sensazione di onnipotenza all’autodistruzione.
Davvero impressionanti sono le tecniche di regia e di riproduzione del suono: riprese compulsive, schizofreniche e ossessionanti ben rappresentano le allucinazioni e gli effetti delle sostanze stupefacenti.

Chissà, se ci fosse stata la primavera magari i nostri protagonisti sarebbero rinati, ma il requiem ha suonato a morto anche per lei.

Requiem for a dream
Regia: Darren Aronofsky
Anno: 2000

Era stata annunciata la torta speziata, ma ci siamo accontentati delle piadine autogestite: ognuno si è fatto di piada (ovviamente i funghi sono stati i primi a finire), mentre spaccateste mi bucava il piede (ormai è un must).
L’eccezionalità della prima visione ha visto la partecipazione straordinaria di Misia, che ha dato lustro particolare all’evento.

Forse un tossico, un tossico sotto il mio portone, da ultimo, ha cercato invano di soffiare lo scooter a Black Mamba, ma la resistenza dello scarabeo è stata eroica.

Food and Drugs and….

Maggio 8th, 2008

Allora, il menù non l’ho ancora pensato ma ci sarà senz’altro una sorpresa culinaria a tema…

I filmati che propongo, giusto perché così capite subito che sono tornata la black mamba di un tempo e che il cinebucum è una cosa seria, sono:

1. Fame Chimica, Italia 2004, regia Paolo Vari.

2. Paura e delirio a Las Vegas, USA 1998, regia Terry Gilliam.

3. Requiem for a dream, USA 2000, regia Darren Aronofsky.

Votate!

nuovo cinebucum paradiso

Maggio 5th, 2008

E adesso basta.
I lavori in corso sono terminati.
La necessaria e tanto auspicata pausa è stata sin troppo lunga.
Scuse non se ne trovano più.
Certo, nel desolante vuoto lasciato dal cinebucum sono fiorite altre valide e dignitose iniziative, il Kollettivo del Mayale su tutte che tuttavia mischiano il proprio sapore (quello del maiale ad esempio) con il tentativo di surrogazione.

Cinebucum riapre i battenti.

Il nuovo Cinebucum, poi, confida che il soggetto principale di ogni consesso sia il cinema.

Convoco ufficialmente la prima visione della stagione 2008/2009, per il giorno martedì 15 maggio p.v. (con possibilità di slittamento alla bisogna), e demando a Black Mamba l’onere e l’onore di scegliere come inaugurare la stagione.

Intervallo.

Agosto 22nd, 2007

Musica di sottofondo:

Pietro Domenico Paradisi (Paradies) (1707-1791) - TOCCATA da “Le sonate di gravicembalo” (se non sapete qual è, andate qui: http://www.dimenticatoio.it/index.php?title=Intervallo_RAI).

In sovrimpressione, sul megaschermo a casadirudy, passano delle foto in biancoenero, vecchie e sgranate, con sotto i titoli scritti in bianco:

- casa di Rudy, ingresso;
- casa di Rudy, cucina;
- casa di Rudy, terrazzo con noccioli di ciliegia;
- casa di Rudy, bagno;
- casa di Rudy, seggiola africana (dettaglio);
- Vernazza, chiesa paleocristiana, rosone della facciata (dettaglio);
- casa di Rudy, frigorifero aperto;
- casa di Rudy, antica camera di Taru;
- casa di Rudy, proiettore (spento);
- casa di Rudy, proiettore (acceso);
- Vergate sul Membro, monumento ai caduti;
- casa di Rudy, scala di ingresso.

Dai, che l’intervallo sta per finire e il cinebucu ri-incombe!

piccolo spazio pubblicità

Luglio 11th, 2007

questo è lo spazio dedicato alle numerose iniziative che i partecipanti al cinebucum sono soliti intraprendere in questa estate sorprendetemente ancora tiepida

naturalmente trattasi di iniziative pubbliche, non ci aspettiamo certo di leggere tra i commenti i dettagli organizzativi della festa a sorpresa che sarà organizzata il prossimo ottobre per il mio compleanno et similia

allora cosa c’è in ballo?

Marrakech express

Giugno 14th, 2007

non bastano tutti i cammelli del deserto per comprarti un amico

questo, e molto altro, è marrakech express, ma per intimistiche ragioni di fede, io la recensione di questo film non la scrivo, perchè come è già noto, per me non è un film, questo è quanto

Marrakech Express
Regia: Gabriele Salvatores
Anno: 1987

cinebucum da’ l’arrivederci a dopo l’estate

(tanto lo sappiamo tutti che continueremo a gozzovigliare anche nelle prossime serate)

a noi ci ha rovinato il cristianesimo…. (come cultura…)

Giugno 11th, 2007

cinebucum ha bisogno di una pausa e l’estate capita a fagiuolo

per la sospensione estiva di cinebucum propongo, anzi impongo, la visione di Marrakech Express

attenzione però, per noi, ultimi dei mohicani, questo non è un film, ma una dimensione dell’anima
e noi il film non lo vediamo, lo viviamo

quindi, chi si determinerà a venire per celebrare l’evento, sappia sin d’ora che si troverà in mezzo a quattro bambini che faranno casino, imiteranno i personaggi, anticiperanno le battute, canteranno la musica, forse si commuoveranno davanti ad immagini apparentemente insignificanti

diciamo qualcosa di simile al rocky horror picture show (tralaltro, non sarebbe male andarci un venerdì sera a vederlo al mexico….)

Menù

Aperitivo: vi piace il camembeeeert?

Piatto unico: cous cous, speziato, molto speziato

Dolce: torta al cioccolato (perchè ho un amico dentista)

Frutta: arance (perchè sono legate alla terra)

Ci vediamo giovedì sera, nei noti locali del cinebucum, chi viene?

mondovino

Giugno 5th, 2007

Taru sferra il suo contrattacco contro l’omologazione del gusto. Il terreno di battaglia è il vino, lo scontro generazionale, l’arrivo dei ricchi produttori da lontano, la perdita dell’attenzione verso le piccole cose del vino.
Più che un documentario, un documento, che se effettivamente può sembrare una puntata di linea verde lunga 135 minuti, occorre dare atto che si tratta di una puntata avvincente (sebbene gli unici che hanno retto la visione completa siano stati quelli che l’avevano già visto).
Da Napa Valley a Bosa, dalla Borgogna alla Toscana, sorprende constatare quanto c’è dietro ed attorno al vino.
Per me, che non me ne intendo, il vino richiama le cose semplici ed il legame con la terra.
Mondovino credo voglia anche denunciare le sempre più frequenti rotture di questo legame e progressiva perdita della nobile semplicità.

Restiamo legati alla terra con ratatujua e cous cous. Gran calderun di verdure – trionfa la melanzana – impreziosito dai pinoli ed il cous cous da’ quel tocco di magrebino che indica la globalizzazione che vorremmo.

Mondovino
Anno: 2004
Regia: Jonathan Nossiter